Storie
Titolo Hera
“Hera continua a rafforzare la propria reputazione agli occhi degli investitori”

Hera vs. FTSE Italy All-share Index (base 2.1.2018=100)

Il titolo Hera tratta attualmente a forte sconto rispetto alla media dei target price dei broker che coprono il titolo, pari a 3,32 euro: un valore rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 28 luglio 2018, quando sono stati pubblicati i risultati semestrali e il target price medio si attestava a 3,34 euro. Il quadro dei rating degli analisti è in larghissima parte costituito da suggerimenti di acquisto, con un solo giudizio neutrale e nessuna raccomandazione di vendita.

Questa visione positiva a livello specifico di Società non ha impedito che il titolo risentisse del clima di incertezza sulla manovra di bilancio 2019 del nuovo Governo e di un innalzamento dello spread Bund-BTP; effetti che nel comparto utility sono molto significativi, vista la correlazione negativa dei prezzi delle azioni del settore con i livelli dei tassi d’interesse. Le società che, come Hera, hanno il proprio business concentrato in Italia, sono risultate quelle maggiormente penalizzate dall’avversione al rischio che ha caratterizzato il comportamento degli investitori, in particolare nelle ultime settimane.

In questo scenario Hera ha portato avanti le proprie attività di Investor Relations con regolarità, riscuotendo comunque grande interesse. Lo prova, ad esempio, la proficua partecipazione all’ultimo Italian Infrastructure Day, che ha avuto luogo presso Borsa Italiana il 6 settembre 2018. In quell’occasione gli investitori hanno espresso consenso e apprezzamento sui seguenti punti di forza del Gruppo:

  • Hera è una società efficiente nell’investire e nel fornire i propri servizi ai clienti.
  • La Società ha raggiunto posizioni di primario standing sui mercati competitivi, che le garantiranno, nei prossimi anni, la forza necessaria per poter giocare un ruolo-chiave nell’aggregare piccoli operatori locali, che investono poco e con ritorni limitati. Un fenomeno che riguarderà sia i mercati liberi sia quelli regolati, essendo ormai prossime le gare per la distribuzione del gas e quelle per la raccolta dei rifiuti urbani.
  • L’infrastruttura di Hera vanta un elevato livello di affidabilità ed è allineata ai migliori standard internazionali, grazie agli investimenti nell’innovazione tecnologica e nell’implementazione del modello di “Economia Circolare”.
  • La governance della Società è stabile e strutturata in modo da garantire il successo del modello di business di Hera e il raggiungimento dell’obiettivo di crescita dell’EBITDA previsto dal Piano Industriale. Un obiettivo che è già stato raggiunto al 42% al 30 settembre 2018, ovvero nel 35% dell’arco temporale complessivo del piano quinquennale.
  • La regolazione italiana, con il WACC rivisto ogni 2 anni, permette di incorporare nel modello tariffario eventuali variazioni nei livelli dei tassi di interesse e dello “spread”.

Gli investitori, in sintesi, hanno confermato di riconoscere:

  • la sostenibilità della strategia di lungo termine di Hera
  • il valore dei suoi asset materiali (le reti) e immateriali (innovazione, competitività e base clienti)
  • il suo equilibrato modello di business, capace di produrre risultati e flussi di cassa positivi, permettendo di guardare alle sfide del futuro scenario esterno come ulteriori opportunità di espansione.

I riconoscimenti sull’impegno di Hera in una logica ESG

Hera è stata inclusa nella classifica Top 100 Global Energy Leaders di Thomson Reuters

In un contesto di profondi cambiamenti in ambito regolatorio, tecnologico, ambientale, con rischi che possono improvvisamente insorgere nei mercati finanziari o nella catena di fornitura, non è sufficiente analizzare lo Stato Patrimoniale di una Società per valutarla.

Sulla base di questa considerazione, particolarmente vera nel caso del settore energia, Thomson Reuters ha creato una metodologia che rappresenta una nuova metrica di valutazione per individuare i Leader globali del settore. Attraverso un approccio olistico, che naturalmente include anche le tradizionali metriche finanziarie adottate dagli investitori, Thomson Reuters ha indagato approfonditamente fattori quali i rischi di supply chain e quelli di tipo legale, l’innovazione e la governance ambientale.

Le società del comparto energia che sono entrate nella lista delle prime 100 al mondo – tra cui Hera – sono da considerare, a detta di Thomson Reuters, “Renaissance Organizations”, ovvero organizzazioni del nuovo Rinascimento, capaci di muoversi nel complesso scenario della regolazione e del business come decatleti, grazie al fatto di operare con agilità e acume per essere sempre un passo avanti rispetto ai costanti cambiamenti.

La classifica del Diversity and Inclusion Index di Thomson Reuters riconosce lo sforzo di Hera in questa direzione

Con un punteggio di 73,5 punti su 100 Hera è inoltre risultata la prima multiutility a livello globale nel Diversity and Inclusion Index di Thomson Reuters, assunto come riferimento da investitori attenti a questi temi per costruire i propri portafogli.

L’indice classifica le performance di 7.000 società sulla base di fattori relativi a diversità, inclusione, sviluppo delle persone e controversie legate all’esposizione sui media.

Indipendentemente dal settore di appartenenza, Hera è inoltre risultata la seconda società in assoluto tra quelle italiane e la ventiduesima al mondo.

Jens Klint Hansen
Jens Klint Hansen
8 novembre 2018
Direttore responsabile:
Jens K. Hansen
Responsabile di progetto:
Marzia Faggioli
Concept e contenuti editoriali:
Blue Arrow - Milano