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Titolo Hera
Prezzo vicino ai massimi storici, ma con spazi ulteriori di crescita

Gli investitori hanno molto apprezzato il Piano che il management di Hera ha presentato lo scorso 23 gennaio. Da quel momento, il titolo ha innestato un rally che ha condotto il prezzo vicino ai 4 euro, a livelli che rappresentano il massimo degli ultimi cinque anni. L’ampia sovraperformance realizzata rispetto all’indice del settore utility italiano indica che la componente Company-specific è stata un fattore fondamentale nell’alimentare il rialzo.

Hera presenta caratteristiche che risultano particolarmente interessanti in una fase di grande incertezza dello scenario esterno, in virtù del basso profilo di rischio e della capacità di produrre risultati in crescita indipendentemente dalle variabili macroeconomiche, dal quadro regolatorio e dall’evoluzione del contesto competitivo. Anche il fatto di essere un operatore puramente domestico incontra il favore degli investitori a fronte della guerra dei dazi che sta alterando lo scenario operativo per le multinazionali.

I buoni risultati 2024, che indicano un Total Shareholder Return del 36% e permettono di confermare – previa approvazione dell’Assemblea – il dividendo di 15 centesimi di euro previsto dal Piano, sono ulteriori puntelli in termini di credibilità e visibilità di quello che Hera può offrire ai propri azionisti.

Approfondiamo questi temi ponendo alcune domande a Jens Klint Hansen, direttore responsabile delle Investor Relations del Gruppo Hera.

 

Come si sta comportando il titolo Hera in questa prima parte del 2025?

Da fine 2024 a oggi, il nostro titolo ha messo a segno un rialzo di quasi il 15%, sovraperformando nettamente l’indice di riferimento del comparto utility, ma anche lo stesso indice delle blue chip italiane, che è stato trainato dalle brillanti performance dei titoli del settore bancario e della difesa. Al momento della presentazione del nuovo Piano Industriale, il 23 gennaio scorso, il prezzo di Hera si trovava in realtà attorno ai livelli di inizio anno. Da lì in poi, sull’onda della favorevole accoglienza dei messaggi strategici contenuti nel Piano, ha preso forma un significativo movimento al rialzo che ha riportato per la prima volta i prezzi di Hera su livelli mai più raggiunti dal febbraio 2020.

Il nuovo Piano rimane sostanzialmente nel solco della strategia di quello precedente, nonostante proietti gli obiettivi al 2028 su livelli ancora migliori. Che cosa ha risvegliato l’attenzione del mercato sul titolo Hera?  

In un contesto di forte turbolenza, in piena guerra dei dazi e con una forte incertezza sullo scacchiere geopolitico, gli investitori hanno visto la volatilità diventare un fattore endemico.

Hera è apparsa un investimento molto attraente in particolare in questa fase – anche rispetto ai peer – per il basso profilo di rischio che può vantare e che promette di mantenere. Un profilo di rischio che non solo riflette la presenza nei business regolati, ma anche un modo di gestire i business a libero mercato attento a sostenere rischi adeguati per i ritorni che i diversi investimenti possono offrire, in una logica di ampia diversificazione del portafoglio: Hera opera, infatti, in business che hanno mostrato solidi trend di crescita nel tempo, con vantaggi competitivi molto difendibili.

Il track record maturato nel passato, con una crescita capace di creare valore, è anche una valida premessa per una coerenza di performance future, vista la strutturalità delle caratteristiche del modello di business.

In questo periodo di nuove imposizioni di dazi, inoltre, gli investitori hanno una preferenza per le società con business domestici, come nel nostro caso.  

Non dimenticherei neppure di sottolineare che Hera nel tempo ha dimostrato di riuscire a produrre una costante crescita indipendentemente dall’andamento delle variabili del contesto esterno, risultando immune dagli effetti dell’inflazione, degli elevati tassi di interesse, delle crisi economiche, dei cambiamenti dei contesti competitivi…

L’insieme di questi fattori, unito alla elevata visibilità del dividendo, è stato il mix che credo abbia spinto il titolo al rialzo.

Come si confronta l’attuale prezzo delle azioni Hera rispetto al consensus degli analisti?

A valle della presentazione del nuovo Piano 2024-2028, gli analisti hanno aggiornato le proprie previsioni di utili e, conseguentemente, le proprie valutazioni: il target price di consensus è passato da 3,94 euro per azione a 4,05 euro.

Con il recente rally, le quotazioni di Hera si sono progressivamente avvicinate al target price medio. Va tuttavia considerato che nel consensus figurano alcune valutazioni molto conservative e due target price di broker molto seguiti dagli investitori che, attestandosi rispettivamente a 4,30 e a 4,50 euro, indicano ancora ampi spazi di crescita.

Le raccomandazioni degli analisti rimangono in larghissima parte orientate all’acquisto, con un solo giudizio neutrale e nessun suggerimento di vendita.

Dove è possibile che gli investitori vedano spazi per un ulteriore apprezzamento del titolo Hera?

Hera ha costruito la propria reputazione nel tempo sul fatto di avere costruito Piani che ha poi realizzato con grande coerenza. Nelle proprie valutazioni gli analisti considerano questo fatto, sulla base del piano di investimento presentato.

Nell’attuale situazione, Hera ha però a disposizione
un’ampia flessibilità finanziaria, che gli investitori,
soprattutto quelli più intuitivi, si aspettano che la Società
non continuerà a tenere solo come arma potenziale.

L’investimento di quei mezzi, attraverso acquisizioni che potrebbero ragionevolmente concretizzarsi, visto l’ampio numero di utility inefficienti che ancora affollano il mercato italiano, si tradurrebbe immediatamente in maggiore EBITDA, del quale gli azionisti stessi finirebbero per beneficiare. Se il Piano oggi prevede 5 miliardi di investimenti, agli occhi di molti investitori appare chiaro che Hera ne potrebbe mettere a terra agevolmente circa il 15-20% in più, selezionando le migliori opportunità sul mercato, con ritorni aggiuntivi che sarebbero in grado di accrescere gli utili nel giro di 1-2 anni. Questo aspetto costituisce quindi un potenziale catalizzatore in grado di dare ulteriore spazio alle valutazioni borsistiche di Hera.

 

Jens Klint Hansen
Jens Klint Hansen
26 Marzo 2025
Direttore responsabile:
Jens K. Hansen
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Blue Arrow - Lugano